I dati Istat sul secondo trimestre 2026 mostrano arrivi in lieve calo dello 0,8%, mentre le presenze aumentano del 3,9%. Gli stranieri rappresentano ormai oltre il 60% dei pernottamenti.
Il turismo italiano rallenta leggermente sul fronte degli arrivi, ma chi sceglie il nostro Paese tende a fermarsi più a lungo. È quanto emerge dai dati Istat relativi al secondo trimestre del 2026, che restituiscono un quadro complessivamente positivo soprattutto per quanto riguarda le presenze nelle strutture ricettive.
Tra aprile e giugno sono stati registrati poco meno di 47 milioni di arrivi, con una diminuzione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso tempo, però, le presenze hanno sfiorato quota 148 milioni, segnando un incremento del 3,9%. Un andamento che suggerisce quindi un aumento della durata media dei soggiorni.
A trainare la crescita è soprattutto il turismo internazionale. Gli stranieri rappresentano il 61,6% delle presenze complessive e, rispetto allo scorso anno, i loro pernottamenti sono aumentati del 4,6%. Positivo anche il mercato italiano, seppure con un ritmo inferiore: le presenze dei turisti nazionali sono cresciute del 2,7%.
Particolarmente dinamico è stato maggio, quando le presenze complessive sono aumentate dell’8,8% rispetto allo stesso mese del 2025. La crescita ha raggiunto il 10,1% per i visitatori stranieri e il 6,4% per quelli italiani.
I numeri mostrano anche quanto sia ormai rilevante il turismo extra-alberghiero. Nel trimestre gli hotel hanno totalizzato 27,6 milioni di arrivi e 77,6 milioni di presenze, mentre appartamenti, case per affitti brevi e altre strutture extra-alberghiere hanno superato i 19,3 milioni di arrivi e raggiunto circa 70,3 milioni di pernottamenti.
Il quadro che emerge è quindi quello di un turismo italiano che cambia: arrivano leggermente meno viaggiatori rispetto a un anno fa, ma aumentano le notti trascorse nelle destinazioni. E con quasi due presenze su tre generate dalla clientela internazionale, il mercato straniero si conferma sempre più determinante per il settore turistico nazionale.









