Cosa vedere nella terra dell’Iliade: dalle rovine dell’antica Troia ai Dardanelli, passando per Çanakkale, Assos e i villaggi di pietra affacciati sull’Egeo.
Un cavallo di legno, una città assediata per dieci anni, l’amore di Paride ed Elena, il coraggio di Ettore e la furia di Achille. Pochi luoghi al mondo possiedono un immaginario potente quanto Troia. Eppure quella che per generazioni abbiamo conosciuto attraverso i versi di Omero non è soltanto una destinazione della fantasia: Troia esiste, si può raggiungere, visitare e attraversare a piedi, in uno degli angoli più affascinanti della Turchia.
Siamo nella parte nord-occidentale del Paese, tra lo Stretto dei Dardanelli e il Mar Egeo, in una regione sospesa geograficamente e culturalmente tra Europa e Asia. Il cuore del viaggio è la collina di Hissarlik, a circa 40 chilometri da Çanakkale, dove sorgono i resti dell’antica città, inserita dal 1998 nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco.

È qui che nel 1870 Heinrich Schliemann, ricco imprenditore tedesco con una straordinaria passione per l’archeologia, iniziò a scavare convinto che la città raccontata nell’Iliade fosse realmente esistita. Le successive campagne archeologiche avrebbero rivelato qualcosa di ancora più complesso: sotto la collina non si nasconde una sola Troia, ma una successione di città costruite una sopra l’altra nel corso dei millenni.
Gli archeologi hanno individuato nove principali livelli di insediamento, distribuiti in un periodo che parte intorno al 3000 a.C. e arriva fino all’epoca romana. Una stratificazione che racconta l’importanza strategica di questo luogo, conosciuto con nomi differenti dalle civiltà che si sono succedute: Wilusa per gli Ittiti, Ilios per i Greci, Truva per i Turchi.

La posizione contribuì alla prosperità della città. Troia fu un centro agricolo e commerciale, legato all’allevamento, agli scambi di bestiame e cavalli e alla lavorazione di tessuti e materiali preziosi. Anche il paesaggio era profondamente diverso da quello che appare oggi agli occhi del visitatore. Il mare, attualmente distante circa otto chilometri, nell’antichità arrivava molto più vicino alla città, rafforzandone il ruolo strategico sulle rotte della regione.
Camminando tra ciò che rimane delle mura, delle abitazioni, dei templi e delle fortificazioni è però quasi impossibile non tornare con la mente al racconto omerico. È davvero questo il luogo della guerra di Troia? Ettore e Achille hanno combattuto davanti a queste mura? E soprattutto: il celebre cavallo è mai esistito?

L’archeologia non offre risposte definitive. La relazione tra gli eventi storici e quelli narrati nell’Iliade continua a essere oggetto di discussione. Proprio questa incertezza rappresenta una parte fondamentale del fascino del luogo: a Troia realtà e leggenda continuano a sovrapporsi ancora oggi.
Per comprendere meglio la storia della città vale la pena raggiungere anche il moderno Museo di Troia, nel vicino villaggio di Tevfikiye. Le sue collezioni accompagnano il visitatore attraverso le diverse epoche dell’insediamento e permettono di leggere con maggiore consapevolezza ciò che resta sulla collina.
Ma limitare il viaggio alla sola area archeologica sarebbe un errore. A circa 40 chilometri si incontra Çanakkale, vivace città affacciata sui Dardanelli. Qui la geografia diventa spettacolare: lo stretto separa fisicamente Europa e Asia mentre traghetti e imbarcazioni attraversano continuamente uno dei passaggi marittimi più importanti della regione.
Sul lungomare di Çanakkale compare anche un’immagine familiare. È il grande cavallo di legno utilizzato nel film Troy del 2004, interpretato da Brad Pitt nei panni di Achille. Terminata la produzione cinematografica, il cavallo venne donato alla città e oggi è diventato uno dei suoi simboli più fotografati.

Çanakkale merita però di essere vissuta anche oltre il richiamo cinematografico. Il lungomare, il mercato coperto, le botteghe, le ceramiche e i locali permettono di scoprire il volto quotidiano di questa parte della Turchia. Dall’altra parte dello stretto si trova invece Kilitbahir, dominata dalla grande fortezza ottomana costruita nel XV secolo per controllare il traffico navale dei Dardanelli.
Proseguendo verso sud lungo la costa dell’Egeo, il viaggio cambia nuovamente atmosfera. Behramkale appare come un intreccio di vicoli e abitazioni in pietra che salgono dalla costa verso la collina. È qui che si trova l’antica Assos, fondata da coloni greci provenienti dalla vicina isola di Lesbo.
Sulla parte più alta dell’acropoli resistono i resti del Tempio di Atena, risalente al VI secolo a.C. Da lassù lo sguardo corre sull’Egeo fino all’isola di Lesbo. È uno dei panorami più suggestivi dell’intero itinerario e lo stesso paesaggio che, secoli fa, poterono osservare personaggi come Aristotele e l’apostolo Paolo, entrambi legati alla storia di Assos.
Scendendo attraverso l’antica città si incontrano l’agorà, il teatro, le mura e la necropoli, mentre il blu del mare rimane quasi sempre sullo sfondo. È un’archeologia molto diversa da quella di Troia: più raccolta, panoramica e intimamente legata al paesaggio mediterraneo.

Basta poi allontanarsi dalla costa per scoprire un’altra Turchia ancora. Nei dintorni del Monte Ida, tra boschi, pinete e uliveti, sorgono piccoli centri come Yeşilyurt, dove case in pietra e legno, stradine lastricate, botteghe artigiane e piccole strutture ricettive conservano un ritmo decisamente più lento.
Qui il viaggio non è più soltanto archeologia. Diventa paesaggio, cucina, olio d’oliva, artigianato e vita di paese. Ed è proprio questa continua trasformazione a rendere interessante un itinerario nella regione: nel giro di pochi chilometri si passa dai grandi miti dell’Occidente alle fortezze ottomane, dai siti archeologici alle spiagge dell’Egeo, fino ai piccoli borghi immersi nel verde.
Troia resta però il punto dal quale tutto sembra iniziare. Davanti alle sue rovine non è indispensabile sapere quanto dell’Iliade appartenga alla storia e quanto alla fantasia. Il fascino del luogo nasce proprio da questa domanda rimasta senza una risposta definitiva.
Dopo più di tremila anni continuiamo a raccontare la guerra, gli eroi e gli amori nati intorno a quelle mura. E arrivare fin qui significa scoprire che Troia non appartiene soltanto ai libri: è il punto di partenza di un viaggio attraverso una Turchia meno conosciuta, dove Mediterraneo, archeologia e leggenda continuano ancora oggi a raccontare la stessa storia.







