La Calabria nel 2026 sta puntando con forza sul turismo delle radici e sul recupero dei borghi abbandonati, trasformandoli in mete di grande fascino per chi cerca un’esperienza lontano dai circuiti di massa. Luoghi come Pentedattilo, Roghudi Vecchio e Africo Vecchio non sono più solo rovine silenziose, ma centri di interesse per fotografi, escursionisti e appassionati di antropologia. Questo ‘turismo dell’abbandono’ è gestito in modo sostenibile, con guide locali che raccontano le storie delle comunità che un tempo abitavano queste terre aspre e bellissime, sospese tra mare e montagna.
Pentedattilo: La Mano del Diavolo si Risveglia
Pentedattilo, incastonato nella roccia che ricorda una mano ciclopica, è il simbolo di questa rinascita. Nel 2026, grazie a fondi europei, alcune case sono state messe in sicurezza per ospitare residenze d’artista e piccole botteghe artigiane. Nonostante rimanga un borgo quasi disabitato, l’energia che emana è palpabile. Le statistiche dei cammini calabresi indicano che il ‘Sentiero dell’Inglese’, che tocca queste località, ha visto un raddoppio dei partecipanti nel 2025. Il costo per un’escursione guidata di un’intera giornata, comprensiva di pranzo con prodotti tipici grecanici, si attesta sui 60 euro.
Roghudi Vecchio e l’Aspromonte Selvaggio
Roghudi Vecchio rimane uno dei borghi più suggestivi e difficili da raggiungere. Situato su uno sperone roccioso al centro di una fiumara, richiede una guida esperta e un mezzo fuoristrada. Nel 2026, la logistica è stata migliorata con la creazione di aree di sosta attrezzate a valle, da dove partono i trekking. Il fascino di Roghudi risiede nella sua immobilità: le case sono ancora arredate come se gli abitanti se ne fossero andati ieri, a causa delle alluvioni degli anni ’70. Questo viaggio richiede spirito di adattamento e rispetto assoluto per il luogo, che rimane un monumento alla resilienza umana contro la forza della natura.
Consigli Pratici e Logistica in Calabria
Esplorare la Calabria interna richiede un’auto propria o a noleggio, preferibilmente un modello adatto a strade di montagna strette e tortuose. Maggio è il mese ideale: la natura è esplosiva e le temperature in Aspromonte sono fresche, ottime per camminare. Un consiglio utile: non affidatevi esclusivamente al GPS, che spesso perde il segnale nelle gole profonde; munitevi di mappe cartacee aggiornate fornite dai centri visita del Parco Nazionale dell’Aspromonte. La cucina locale, basata su salumi come la ‘nduja e formaggi come il caciocavallo di Ciminà, aggiunge un valore inestimabile a un viaggio che tocca l’anima.









