La fiera TTG Travel Experience di Rimini ha fatto da palcoscenico alla formalizzazione di un’intesa strategica di grande rilevanza per il panorama turistico del nord-ovest italiano. Le Regioni Piemonte e Liguria hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per sviluppare una strategia congiunta di valorizzazione territoriale per il 2026. L’obiettivo primario di questa alleanza istituzionale è creare un’offerta turistica integrata che superi i tradizionali confini amministrativi, proponendo al mercato internazionale un prodotto unico capace di unire le eccellenze montane dell’arco alpino, il patrimonio culturale ed enogastronomico collinare e la rinomata costa ligure.
Le fondamenta dell’accordo interregionale
L’intesa firmata tra Piemonte e Liguria si concentra sulla necessità di promuovere un turismo continuo e destagionalizzato. Storicamente, il Piemonte ha attratto visitatori principalmente durante la stagione invernale per il turismo sciistico e in autunno per l’enogastronomia (si pensi al tartufo bianco d’Alba e ai grandi vini delle Langhe), mentre la Liguria ha visto il suo picco di presenze nei mesi estivi lungo la Riviera. La nuova strategia mira a destrutturare questi picchi stagionali, incoraggiando i viaggiatori a esplorare entrambe le regioni nel corso dello stesso viaggio. I due enti regionali hanno concordato di finanziare iniziative comuni, campagne di promozione coordinate sui mercati esteri, la creazione di piattaforme digitali condivise e la partecipazione congiunta a fiere internazionali di settore.
Dal punto di vista operativo, l’accordo prevede lo sviluppo di percorsi tematici transregionali. Questi itinerari saranno disegnati per guidare i visitatori dalle vette delle Alpi Cozie e Marittime fino alle località balneari della Riviera dei Fiori e della Riviera di Levante, attraversando i paesaggi vitivinicoli tutelati dall’UNESCO. La logica è quella di presentare un territorio vasto e diversificato come una singola macro-destinazione, facilitando la logistica degli spostamenti e armonizzando la comunicazione turistica. Questo approccio è pensato per rispondere alle esigenze di un viaggiatore internazionale, spesso nordamericano o nordeuropeo, che pianifica soggiorni lunghi e desidera massimizzare la varietà delle esperienze vissute.
Infrastrutture e mobilità: la chiave per l’integrazione
Il successo di questa strategia congiunta dipende fortemente dalla capacità di garantire collegamenti efficienti tra le due regioni. Il sistema dei trasporti gioca un ruolo cruciale. Le reti ferroviarie, in particolare i collegamenti diretti tra Torino e le principali stazioni della costa ligure (come Genova, Savona, La Spezia e Ventimiglia), necessitano di un potenziamento per supportare un aumento strutturale dei flussi turistici. I treni regionali veloci e i collegamenti Intercity rappresentano l’asse portante di questa mobilità, consentendo ai turisti di spostarsi rapidamente dal capoluogo sabaudo al mare in meno di due ore.
Sul fronte viario, le autostrade A6 (Torino-Savona) e A26 (Genova Voltri-Gravellona Toce) costituiscono i principali corridoi di collegamento. L’accordo turistico spingerà le amministrazioni locali a ottimizzare i servizi per i viaggiatori lungo queste arterie, incentivando anche forme di turismo lento come il cicloturismo e il trekking. Tra i progetti più ambiziosi rientra la valorizzazione di percorsi storici, come la Via del Sale, antiche mulattiere che per secoli hanno collegato il Piemonte al Mar Ligure per il commercio. Oggi questi sentieri rappresentano un patrimonio inestimabile per il turismo outdoor, offrendo percorsi tracciati e sicuri per escursionisti e appassionati di mountain bike.
Residenze Sabaude, borghi marinari e sostenibilità
L’offerta culturale promossa dal Piemonte nel 2026 ruota fortemente attorno alle Residenze Reali Sabaude, un circuito architettonico di eccezionale valore storico che cinge la città di Torino. La Reggia di Venaria, il Castello di Rivoli, la Palazzina di Caccia di Stupinigi e il Palazzo Reale diventano i punti di partenza ideali per un viaggio che si estende poi verso sud. Dopo aver esplorato i fasti della corte sabauda, il viaggiatore viene indirizzato verso i borghi storici dell’entroterra ligure e piemontese, fino a raggiungere i celebri porti liguri e le Cinque Terre.
La sostenibilità è il filo conduttore dell’intero progetto. L’accordo sottolinea la necessità di proteggere le aree naturali attraversate dagli itinerari turistici, promuovendo pratiche di viaggio responsabili. Questo significa incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale, supportare le piccole strutture ricettive a conduzione familiare nei borghi appenninici e alpini, e valorizzare i prodotti a chilometro zero. La sinergia tra i settori agricoli e turistici delle due regioni garantirà ai visitatori l’accesso a esperienze enogastronomiche autentiche, sostenendo al contempo l’economia locale delle aree montane e rurali a rischio di spopolamento.
Prospettive economiche e impatto sul territorio
La cooperazione tra Piemonte e Liguria rappresenta un modello amministrativo innovativo per l’Italia, capace di generare ricadute economiche positive su vasta scala. Unendo le forze, le due regioni non solo ottimizzano i budget destinati alla promozione turistica, ma si presentano sui mercati globali con una voce più forte e autorevole. Le agenzie turistiche locali (ATL) e gli operatori specializzati avranno a disposizione nuovi strumenti per creare pacchetti turistici complessi, aumentando la permanenza media dei visitatori e, di conseguenza, la spesa pro capite sul territorio. Questo accordo traccia una nuova rotta per il turismo italiano del 2026, dimostrando che la collaborazione interregionale è lo strumento più efficace per competere a livello internazionale e valorizzare il patrimonio diffuso del nostro Paese.









